|
L'ostetrica nella nascita di bimbo "diverso" Accompagnare una coppia all'incontro con il proprio bambino attraverso la nascita é un'esperienza di una tale intensitá emotiva che coinvolge ogni aspetto dell'essere ostetrica. Sicuramente la preparazione scientifica é fondamentale per svolgere in sicurezza la ns. professione, ma non e' sufficiente per poterci definire competenti: la capacitá comunicativa e la consapevolezza dei propri limiti professionali e personali rendono completo e unico ogni operatore sanitario impegnato nella relazione d'aiuto. Ma che significato attribuiamo noi al limite? E da cosa é rappresentato? Ogni ostetrica nel momento del parto rivolge un pensiero, una preghiera affinché quella nascita vada a buon fine e quell'incontro sia di felicitá, perché l'ostetrica sa che tutto puó succedere in quei momenti e che il bambino che anche lei sta immaginando insieme a quella coppia, nella realtá sará diverso. Diverso...Si, ma quanto diverso? Sará in grado di accogliere per prima quel bambino se sará così diverso per lei, e di aiutare questi genitori ad accoglierlo? Magari si lascerá prendere dall'angoscia, pensando che non é andato tutto per il meglio se é nato un bambino diverso e inizierá a dire frasi sconnesse: "tranquilli, tranquilli, va tutto bene" forse per tranquillizzare se stessa visto che nessun altro era agitato fino a quel momento; intanto dará ordine di chiamare urgentemente il pediatra credendo che magari se presa in tempo la diversitá sará attenuata, come per una malattia, o piú semplicemente lasciando che altri si occupino di quel bambino al posto suo perché in quel momento proprio non ce la fa! E poi il pensiero di rivedere i genitori "Cosa dire?Mi dispiace". Quel dispiacere che nasconde un sottile senso di colpa per esserci stata, per essere stata la prima a toccare quel bambino non potendo far niente per impedire la diversitá e scoprire meravigliata che quei genitori l'hanno giá accolto quel bimbo, sono preoccupati per la sua salute e temono di non essere sufficientemente capaci, ma non é lo stesso dispiacere: quella resta la nascita del loro bimbo tanto atteso! Così é proprio l'ostetrica che si ritrova ad essere sostenuta dai genitori di quel bimbo che le pareva così diverso ma che a guardarlo bene, ora, in braccio alla sua mamma, così diverso non sembra piú. E rimane con tutte queste emozioni in sospeso per giorni, a volte trova una collega disponibile a cui raccontarle e magari puó concedersi un pianto, a volte si trasformano in un gelo che le permette di continuare a fare il proprio lavoro in sicurezza. Quanto é importante avere un luogo con persone che ascoltano anche te! Noi abbiamo avuto la fortuna di incontrare questa associazione di genitori ed insieme stiamo condividendo un percorso di crescita personale prima che professionale. Un luogo dove l'ascolto e il sostegno é reciproco e lo scambio é davvero molto creativo! Questo progetto é il nostro fiore all'occhiello e vuole essere di stimolo a tutti gli operatori sanitari per incontrare il calore di questi genitori, sperando in un futuro di poter essere noi ostetriche ad offrire un luogo così accogliente e disponibile a genitori e operatori. Giusy Diversamente abile?tutto da imparare! Ho sempre creduto che e' il figlio che sceglie i propri genitori perché giá da prima di nascere conosce il progetto di vita destinato a lui. Per questo le famiglie che accolgono bimbo e bimba down sono speciali. Vivono momenti difficili, a volte drammatici, spesso sono soli o peggio ancora isolati e discriminati, ma hanno una forza d'animo incredibile che attivata da questi figli si rivela così potente da riuscire non solo ad adattarsi ad un cambiamento così profondo ma anche a creare un'associazione che permette di continuare a sognare per questi bimbi che diventeranno ragazzi e poi adulti, una vita migliore. L'AIPD associazione italiana persone down e un'associazione che in soli 6 anni ha permesso a tutta la popolazione della nostra provincia di conoscere meglio questa disabilitá attraverso progetti ambiziosi curati da professionisti in un percorso formativo che coinvolge prima di tutto i genitori stessi. Ho visto nascere questa associazione e con i genitori mi sono formata e impegnata alla creazione del "gruppo nascita": un gruppo di genitori "esperti" a disposizione di tutti i neo genitori che gia' nelle prime ore dopo il parto sentono la necessita' di confrontarsi alla pari sulla loro capacitá e possibilitá di essere dei buoni genitori e sulle capacitá e possibilitá che questi figli hanno di affrontare la vita. Questo progetto autorizzato dalle diverse Aziende Ospedaliere della nostra provincia, ha permesso di sensibilizzare anche il personale sanitario, in particolare le ostetriche, i ginecologi, i neonatologi e pediatri, le infermiere del nidi e della patologia neonatale, i genetisti e di attivare una rete di confronto tra operatori sanitari e genitori sulle problematiche legate alla comunicazione della diagnosi e alla gestione assistenziale del percorso di questi bambini e delle loro famiglie. La mia partecipazione all'AIPD continua poi nel gruppo di ragazzi preadolescenti "Ragazzi in gamba" con un percorso rivolto al sostegno dell'autonomia. All'interno delle varie attivitá proposte, i ragazzi partecipano con me ad un corso di acquaticitá che li aiuta attraverso l'acqua e il gioco a potersi esprimere in modo piu' libero e spontaneo senza pero' dimenticare tutte le regole e i comportamenti richiesti per poter partecipare in autonomia. Per maggiori informazioni il nostro centro AIPD é a vostra disposizione dal lunedì al sabato orari diurni. |