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Il parto é una delle esperienze piú grandi e sconvolgenti della vita di una donna!
Nel parto si concretizza l'incontro con il figlio immaginato e atteso, ed é proprio attraverso l'apertura del corpo e l'impegno del bimbo che questo puó accadere!
E' un grande momento d'amore che trova la sua naturale espressione nel corpo: per questo é molto simile al rapporto sessuale.
L'ossitocina ad esempio é proprio definito ormone dell'amore per la sua funzione di apertura e predisposizione all'accoglienza ed interviene sia nel rapporto intimo, che nel parto, così come altri ormoni e sostanze biochimiche, per permettere di raggiungere l'orgasmo e il completo abbandono nel rapporto d'amore e l'espulsione del bimbo nel parto.
Ecco che il parto é considerato "fisiologico", perché é nella natura della donna, del corpo della donna, sapere come affrontarlo.
Ma il parto coinvolge tutti i piani di salute della donna: fisico, emotivo, psicologico, spirituale, per questo si é introdotto in questi ultimi anni il concetto di "Partogenesi": in rimando alla definizione del RCM di Salutogenesi il parto crea salute e migliora il benessere delle donne in modo olistico.
Una donna che vive attivamente il suo parto e ne é soddisfatta sará piú fiduciosa nelle sue capacitá di accudire il figlio e nella sua ridefinizione personale si sentirá una donna piú sicura.
Certo é che proprio per la sua complessitá é importante affrontare il parto con consapevolezza e responsabilitá cogliendo l'opportunitá di questa nascita per scoprire di piú se' stessi.

E alla fine sono arrivati gli spasmi dell'espulsione, le cosiddette "spinte".
Tre immense ondate, tre sismi stupefacenti, qualcosa di inimmaginabile, di colossale, tre scosse che si impadroniscono del mio ventre come di un impasto di pane, lo sollevano, per poi precipitarlo verso il basso. Nave nell'uragano che scricchiola dappertutto, a cui si é abbassata tutta la vela e che da sola tiene testa, con gli scheletri degli alberi eretti nell'oscuritá, all'infinitamente piú forte e piú grande di lei.
Idea in questo sconvolgimento che la fine é vicina, che il bambino tanto desiderato sta finalmente per esistere.
Rifiuto del bambino tanto desiderato che fa troppo male, che sta esagerando. Lotta contro lo straniero adorato. Spinga! Sì io ti spingo, ti espello, ti rigetto, mio amato. Fuori dai piedi!
Spinga! La testa é passata. Voglio vederti, conoscerti, malfattore, te che io amo.
Spinga! Nasci! Violetto, raggrinzito, tutto bagnato. Ah! La mia beltá così brutta.
Voglio proteggerti. Non avere paura!
Grida! Che voce é? Non la conosco.
Sentite anche voi come me la voce del mio bambino? No. Sono la sola a sentirla. Voi sentite il grido di un neonato, io sento la voce, la parola, la confidenza, il lamento dello sconosciuto che vive nel mio ventre da così tanto tempo.
Sono qua, sono qua. Datemelo. Mettetelo su di me. Sdraiato su di me. Lo proteggeró con le mie braccia e con i miei occhi attenti. Dato che sono troppo debole per alzarmi e andarmene con lui, lontano. Lasciateci insieme. Smettetela con questo pulito, questo bianco, questo cromato, questo profumato, questo disinfettato, questo igienico. Lasciateci alla terra dell'amore, alla salsa dei baci, alla scivolositá del toccare, al concime degli sguardi e degli odori. Lasciate che ci palpiamo, che ci annusiamo. Noi non abbiamo bisogno di nessuno. Di nessuno. Noi siamo tutt'uno!

Tratto da: "Una vita per due",

Marie Cardinal

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